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Cappuccetto Rosso come non lo avete mai visto: danza, inclusione e creatività sul palco di Pesaro

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Un finale diverso è sempre possibile. È questo il messaggio al centro del saggio di fine anno del settore danza della S.S.D. Gimnall, in scena lunedì 9 giugno 2025 alle ore 20.30 al Teatro Sperimentale di Pesaro. 

Lo spettacolo, dal titolo Cappuccetto Rosso – Un finale diverso è sempre possibile, nasce dalla collaborazione con Labirinto cooperativa sociale e rappresenta un importante momento di crescita, scambio e inclusione.

Rivisitazione originale della celebre fiaba, il saggio affronta temi di grande attualità come il bullismo e la forza degli stereotipi, con un linguaggio delicato ma incisivo. 

Al centro della narrazione coreografica ci sono i giovani, incoraggiati a credere in sé stessi e a guardare oltre le apparenze. Il risultato è uno spettacolo carico di significato e dal forte valore educativo.

L’evento rinnova una collaborazione ormai decennale: dal 2014, infatti, S.S.D. Gimnall lavora fianco a fianco con il progetto Danzando, avviato nel 2008 da Labirinto con l’obiettivo di promuovere l’espressione corporea nelle persone adulte con disabilità fisica e intellettiva. 

I partecipanti provengono da centri dell’AST di Pesaro Urbino e del Comune di Pesaro, seguiti dalle équipe educative della cooperativa.

In occasione del saggio, le allieve e gli allievi della Gimnall prenderanno parte attivamente alle due coreografie firmate da Danzando

Una sinergia che dà vita a un’esperienza di danza inclusiva e condivisa, dove professionalità, impegno e vissuti personali si intrecciano in una performance collettiva, autentica e coinvolgente. 

La danza si fa così linguaggio universale e accessibile, capace di abbattere barriere e creare connessioni reali.

Novità di quest’anno è il coinvolgimento del gruppo di grafica integrata degli CSER Villa Vittoria e Viale Trieste, i cui partecipanti hanno ideato e realizzato le scenografie dello spettacolo. 

Un lavoro collettivo, frutto di momenti condivisi anche con le danzatrici della Gimnall, che ha contribuito a una narrazione visiva essenziale ma ricca di significato.

Il saggio finale si presenta così come il frutto di un percorso articolato e corale, in cui ogni contributo – dalla coreografia alla scenografia – è stato fondamentale per offrire al pubblico uno spettacolo di qualità, capace di emozionare e far riflettere.

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